Paolo Rovellotti intervista


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Paolo Rovellotti intervista

L’importanza delle eccellenze territoriali per affrontare la crisi.

Paolo Rovellotti, n questo periodo storico complicato com’è possibile pensare ad uno sviluppo economico per le aziende agroalimentari?

Paolo Rovellotti intervista
Paolo Rovellotti intervista

Il futuro economico di una nazione come Italia, che in questo periodo attraversa un periodo di grande crisi si basa sull’agroalimentare ‘vero’ italiano di qualità, connesso al turismo. Deve essere inequivocabile che in Italia è ancora possibile gustare prodotti eccellenti e visitare luoghi intrisi di storia e cultura. In Italia ogni regione ha piatti tipici legati alla sua tradizione ed alla sua terra. Questo deve essere il nostro punto di forza!

Paolo Rovellotti, cosa si intende per agroalimentare vero?

Per agroalimentare si intende un vasto raggio d’azione che può comprendere anche i prodotti buonissimi fatti dall’industria. Ad esempio, a Novara, abbiamo un’industria , la ‘Ponti’che produce eccellenti prodotti che hanno una qualità quasi artigianale. Io intendo per agroalimentare tutto ciò che ha come produzione base (pomodori, latte, cereali, riso, uva) un’origine italiana territoriale certificata di qualità dove il prodotto è collegato con la terra d’origine.

 

Paolo Rovellotti, la camera di commercio  appoggia questo settore di mercato in cui la qualità del prodotto finale è intimamente connessa alla genuinità delle sue origini, di cosa si tratta esattamente?

Lei sta parlando della filiera, la filiera  è un accordo economico e strategico tra la produzione di un bene e la sua trasformazione e commercializzazione, in cui si vedono attori diversi, che si devono accordare per fare in modo che ci siano regole certe, che prevedano per ognuno un impegno a lavorare seguendo dettami precisi. Solo così si garantisce un prodotto finale eccellente, migliore di quello grezzo iniziale. Questa eccellenza comporta un aumento di prezzo poiché la qualità costa e deve essere remunerata. La giusta remunerazione favorisce un margine di guadagno che consente ai giovani di non abbandonare le imprese familiari e continuare ad investire. Inoltre, non dimentichiamo che la produzione agroalimentare è strettamente legata alla cultura, tutto ciò che facciamo riassume in sé la storia del luogo di origine e  le tradizioni che si tramandano da padre in figlio. Il prodotto italiano è più genuino e salubre ed è prodotto rispettando l’ambiente.

 

Paolo Rovellotti, per poter garantire la qualità cosa può fare la Camera di Commercio?

Occorre  che ci siano degli accordi strategici tra le Camere di Commercio o gli enti pubblici  preposti sul territorio, fare quadrante ovvero dare delle regole generali condivise, agricoltori ed industrie  devono stipulare accordi di filiera che garantiscano dei margini di guadagno per la produzione,  la trasformazione e la commercializzazione del prodotto. Il cedimento di uno dei passaggi può interrompere il ciclo produttivo, non si può lavorare bene senza una equa retribuzione.  Se parliamo di riso ci devono essere accordi tra i grandi produttori di Novara, Biella, Vercelli, Pavia.

 

Paolo Rovellotti, a proposito di riso avete appoggiato un’iniziativa che si è svolta a Biella…

Noi abbiamo sostenuto un’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Biella  intitolata  “Festival del risotto”, un evento  in cui si sottolineava come il riso italiano fosse versatile nella sua trasformazione in cucina. Le varietà storiche del  riso italiano sono differenti dalle altre per la loro capacità di assorbire la tosta, ovvero il soffritto o gli ingredienti che utilizziamo per preparare il risotto.

 

Paolo Rovellotti, avete anche organizzato un’iniziativa a Casal Beltrame sempre sul riso, di cosa si è trattato?

Abbiamo organizzato con la partecipazione della Camera di Commercio di Pavia e Vercelli, una manifestazione durata  tre giorni di carattere squisitamente turistico- culturale, “Rais”, che ha contato ben ventiduemila presenze. Abbiamo fatto capire ai nostri ospiti le caratteristiche del riso, erano presenti anche  50 stand che vendevano prodotti indigeni, una cantina con i vini delle tre province, convegni con approfondimenti tematici di filiera. L’obiettivo era quello di far percepire la risaia vera. Novara ha ospitato la terza edizione di Rais, mentre le due precedenti son state ospitate a Pavia.

 

Paolo Rovellotti, possiamo concludere sottolineando l’importanza di  far capire quali sono  le caratteristiche e la cultura legate ad un prodotto di qualità…

Indubbiamente è così, infatti se insegniamo ai ragazzi ed agli adulti  la cultura agroalimentare ed enogastronomica portiamo le persone a comprendere come devono comportarsi quando scelgono un prodotto, quali sono le caratteristiche di un alimento salubre e genuino prodotto in Italia e certificato.

 

Paolo Rovellotti, ultima curiosità sappiamo che lei è un produttore di vino di qualità…

Il nostro marchio è molto curato, noi da quarant’anni  produciamo qualità. Il nostro obiettivo è garantire al consumatore del vino ‘Rovellotti’ il rispetto della varietà dell’uva con la quale è stato prodotto, il rispetto della metodologia che viene utilizzata per produrlo ed il rispetto della tradizione che ha portato a formare quella produzione. Tradizione, scientificità, competenza e amore in quello che facciamo sono le caratteristiche che si possono trovare nella nostra produzione.

 

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Pubblicato il: 22.03.2019 alle 08:00:00 - by Redazione Just Italy (Giuseppe Antonio Signato)